Per il vecchio scriba

Non è un caso se il programma di scrittura più utilizzato al mondo fa parte di una suite che si chiama Office. La concezione burocratica di Word ha dominato tutti i software della scrittura, che con quel modello in mente si sono confrontati, magari migliorandolo, ma sempre restando nella cornice delineata dall'applicazione di riferimento. Un foglio bianco e tanti pulsanti e pannelli per colorare e ingrandire il testo, allinearlo, cambiare carattere, inserire tabelle, immagini e magari, per gli utenti più avvertiti, applicare stili e costruire indici e sommari. Insomma, tutto quello che potremmo definire elaborazione di un testo. Ma prima di essere elaborato, il testo bisogna crearlo, e di norma i word processor non offrono nessun aiuto in questo senso.

Scrivener, prodotto per Mac Os X (e da poco in beta per Windows) da una minuscola software house inglese (tre persone, di cui una sola è la responsabile dello sviluppo del programma), non processa parole, ma mette a disposizione dell'autore un ambiente per la creazione di un testo. In altre parole, Scrivener tratta il testo come un progetto e pensa la sua interfaccia e i suoi strumenti in ragione della progettualità testuale.

Il cuore dell'applicazione è il binder, che racchiude la bozza e la documentazione. E uno dei vantaggi fondamentali di Scrivener sta innanzitutto nel come Scrivener tratta il testo della vostra bozza: non un unico foglio lineare e numerato, ma tante unità testuali distinte che possono essere spostate e articolate nel binder per riformulare parzialmente o completamente la successione di capitoli e paragrafi, conservando la visione di insieme e senza essere costretti a lavorare su file distinti o un unico file dalle proporzioni ingestibili. Solo quando avrete completato il testo, potrete infatti preoccuparvi di compilarlo in un formato pronto per gli ultimi ritocchi editoriali e per la fruizione (RTF, ePub, mobi, HTML, PDF tra gli altri).

L'altro vantaggio è la seconda parte del binder, che l'applicazione nomina Research, dove potete conservare e organizzare in cartelle e sotto-cartelle tutti i documenti che di regola raccogliete per la preparazione del testo: articoli, saggi, note, immagini, video, pagine web che saranno a vostra immediata e contestuale disposizione (Scrivener si comporta nei confronti di questi file come un vero e proprio browser multimediale) nella colonna di sinistra della finestra del programma. Soprattutto, potete accostare i vostri riferimenti ai testi della vostra bozza, dividendo (in orizzontale o in verticale) la parte centrale della finestra. La divisione dello schermo può essere utile anche per mettere a confronto due parti della vostra bozza, ma se non volete distrazione alcuna alla stesura del testo potete sempre utilizzare la funzione a tutto schermo.

Con tutte le sue altre notevoli funzioni (solo quelle citate valgono per il sottoscritto tutti i trenta euro spesi, ma ricordo anche en passant gli appunti che possono essere scritti a margine della bozza o di un documento importato nel binder; oppure gli obiettivi del progetto attraverso i quali potete fissare il numero di caratteri previsto per il testo nella sua interezza o nelle sue singole parti), Scrivener è non un programma di elaborazione testi ma un vero e proprio sistema di gestione della scrittura, completo e a basso costo.

2 Commenti su “Per il vecchio scriba”

  1. Desmond

    Word has always been modelled on the activity of the “Office”. As such it rather misses the specialised needs of academic writing. Personally I only use Word to open files written by others. But the problem with it is that it has become so full of features that no one really uses. Perhaps also interesting for the scholar is Googledocs. Although a direct rival, and with many fewer features than Word, it does have the advantage of allowing people to write collaboratively. I think this program, on the other hand, is more suited to individual writing, but it does appear to overcome some of the difficulty in remembering where everything is as you write. Word was inspired by the paradigm of the “desktop”, a concept created for the Xerox Star in the late 1970s. Today the desktop seems to be sinking amid the rise of a much simpler desk-less interface: the mobile applications of the iPhone and iPad and their imitators. To some extend Scrivener appears influenced by this: there are fewer icons and functions, greater specialisation, which is the trend among the iPhone “apps”. Personally I only hope they don’t abandon support for screens larger than half a page of A4.

    • Paolo Sordi

      What I find interesting in Scrivener, and most of all so much worth of using it, is that it let you focus on content and structure of the content. Plus, it builds an environment for writing, not a isolated file in the Word (and Googledocs, even if the web app let you share it natively) fashion. I think it is suited for anyone who wants to write, or who designs to write, not only academic people.