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	<title>Infolet - Informatica e letteratura &#187; web 2.0</title>
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		<title>Tra le nuvole del Web</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sordi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa succede se anche il sistema operativo si smaterializza? Google prepara il platform switch:
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa succede se anche il sistema operativo si smaterializza? Google prepara il <a href="http://oreilly.com/web2/archive/what-is-web-20.html" title="What is Web 2.0">platform switch</a>:<br />
<a href="http://infolet.it/2009/11/20/tra-le-nuvole-del-web/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Il web adulto di Fabio</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 12:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<category><![CDATA[Fabio Metitieri]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica culturale]]></category>
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		<description><![CDATA[Poco più di un mese fa è scomparso Fabio Metitieri.  Lo conoscevo da anni perché era stato il primo in Italia a occuparsi in modo serio e documentato di CMC (Computer- Mediated Communication), ovvero il vasto universo Web 1.0 di chat, MUD, newsgroup e mail. Non ci sentivamo da un po&#8217; quando lo scorso anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco più di un mese fa è scomparso Fabio Metitieri.  Lo conoscevo da anni perché era stato il primo in Italia a occuparsi in modo serio e documentato di CMC (<em>Computer- Mediated Communication</em>), ovvero il vasto universo Web 1.0 di chat, MUD, newsgroup e mail. Non ci sentivamo da un po&#8217; quando lo scorso anno mi venne in mente di contattarlo per scrivere dei pezzi per il <a href="http://www.scrivere.deagostini.it/" target="_blank">corso di scrittura</a> a dispense di Scuola Holden / De Agostini. Come sempre fece un ottimo lavoro.<a href="http://infolet.it/files/2009/05/metitieri_inganno_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-283" src="http://infolet.it/files/2009/05/metitieri_inganno_2-184x300.jpg" alt="metitieri_inganno_2" width="184" height="300" /></a> Qualche mese dopo mi scrisse ringraziandomi e preannunciandomi l&#8217;arrivo del suo nuovo libro: <a href="http://www.ibs.it/code/9788842089179/metitieri-fabio/grande-inganno-del" target="_blank"><em>Il grande inganno del Web 2.0</em></a>. A mio giudizio il suo migliore lavoro, una specie di <em>Educazione sentimentale</em> in epoca digitale. E questo per due motivi. Il primo perché  Fabio denuncia gli inganni e le velleità di <em>social network(er)</em> e bloggher (<em>sic</em>), concentrati più sull&#8217;autopromozione (vedi la denuncia del modello piramidale della blogsfera, p. 44) che  sulla trasmissione di  contenuti di qualità. Il vuoto delle convenzioni e dei rituali borghesi messi in scena da Flaubert nel suo famoso<a href="http://lafrusta.homestead.com/rec_flaubert2.html" target="_blank"> romanzo</a> ricorda molto l&#8217;autoreferenzialità e il narcisismo esasperante dei <em>user-generated content</em>. Ma <em>L&#8217;educazione</em> di Fabio è anche propositiva, lì dove  propone un modello di formazione e alfabetizzazione informatica delle nuove (e non solo) generazioni. Come &#8220;imparare a imparare&#8221; a usare la rete? In realtà abbiamo da tempo uno strumento a disposizione, ed è l&#8217;<em>Information Literacy</em>:</p>
<blockquote><p>[la <em>information literacy</em>] è una nuova <em>liberal art</em> che si estende dal sapere come usare i computer e accedere all&#8217;informazione per arrivare fino alla riflessione critica sulla natura dell&#8217;informazione stessa, sulla sua infrastuttura tecnologica, sul suo contesto e impatto sociali, culturali e anche filosofici, tutti elementi essenziali per la struttura mentale del cittadino istruito nell&#8217;era dell&#8217;informazione, così come per una persona istruita nella società medievale era essenziale il trivio delle arti liberali di base (grammatica, logica e retorica). (p. 142)</p></blockquote>
<p>Questa citazione è tratta da un <a href="http://net.educause.edu/apps/er/review/reviewArticles/31231.html" target="_blank">articolo</a> di Jeremy J.  Shapiro e Shelley K. Hughes apparso tredici anni fa, eppure come sottolinea l&#8217;autore si tratta di concetti ancora sconosciuti, quando non apertamente osteggiati, all&#8217;interno del mondo della formazione universitaria. Dove la prevalente visione &#8217;strumentale&#8217; dell&#8217;informatica &#8211; diffusa persino fra gli informatici &#8211; ci fa perdere di vista quello che sta accadendo: la nascita di un nuovo assetto epistemico, estetico e in definitiva etico. Insomma, il libro di Fabio Metitieri ci aiuta a fare un altro passo decisivo verso quell&#8217;<a href="http://infolet.it/2009/04/06/verso-linformatica-culturale/" target="_self">Informatica Culturale</a> di cui ho parlato nell&#8217;ultimo post (e sulla quale torneremo presto) e che è a mio parere l&#8217;unico progetto possibile di innovazione e rilancio dei curricula umanistico-sociali &#8212; nei quali includo non solo Lettere, Sociologia e Scienze della Formazione, ma anche Giurisprudenza, Psicologia, Economia.  Come scrissi a Fabio in una mail che non poté avere risposta (il libro mi arrivò pochi giorni prima della sua morte), il nucleo più interessante del libro è proprio la riflessione sul problema della valutazione delle risorse, mentre avevo trovato inutilmente astiosa la polemica contro i singoli pasdaran del Web 2.0. Le mie parole testuali furono:</p>
<blockquote><p>In fondo a chi vuoi che gliene freghi di G <em>[omissis]</em> &amp; co.? Onestamente gli hai dato troppa importanza. Dovevi fare come gli americani: quando qualcuno scrive un libro brutto non viene né citato né recensito, e muore lì. Questa gente al massimo ha dato un contributo &#8216;giornalistico&#8217; alla rete, cavalcando la fuffa mediatica che impera ovunque e scopiazzando quattro idee da qualche libro americano.</p></blockquote>
<p>Fabio Metitieri era uno dei migliori professionisti sulla piazza telematica e oltre a ciò era una persona decente e schietta. Qualcuno diceva polemico e ruvido. Ma a me piaceva. Sentii che gli avrei perdonato tutto fin da quando lessi una frase di Paolo Conte che metteva in calce alla sua firma: <strong></strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti&#8221;</strong>.</p></blockquote>
<p>In un paese malato di infantilismo come il nostro, Fabio mi mancherà tantissimo.</p>
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		<title>Parole e nuvole</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 12:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sordi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wordle è un&#8217;applicazione che genera nuvole di parole e lascia poi al&#8217;autore scegliere disposizione, colori e caratteri con cui presentare la propria nuvolosa immagine. Questa è quella generata da un articolo che ho scritto qualche tempo fa per Testo e Senso.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Il sito di Wordle" href="http://wordle.net/">Wordle</a> è un&#8217;applicazione che genera nuvole di parole e lascia poi al&#8217;autore scegliere disposizione, colori e caratteri con cui presentare la propria <em>nuvolosa</em> immagine. <a title="Guerra e propaganda: word cloud" href="http://wordle.net/gallery/wrdl/11960/Guerra_e_propaganda"><img class="alignleft" style="border: 0" src="http://wordle.net/thumb/wrdl/11960/Guerra_e_propaganda" alt="Guerra e propaganda" width="160" height="120" /></a><a href="http://wordle.net/gallery/wrdl/11960/Guerra_e_propaganda">Questa</a> è quella generata da un <a href="http://testoesenso.it/index.php?dew=archivio_single&amp;id_articolo=72">articolo</a> che ho scritto qualche tempo fa per <a href="http://testoesenso.it/">Testo e Senso</a>.</p>
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		<title>Informatica e letteratura a Roma Tre</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 16:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avessi cercato di organizzarlo probabilmente non ci sarei mai riuscito. Anzi, diciamo pure che varie volte avevo (avevamo) fallito. Invece giovedì scorso, nell&#8217;aula 2 del Dipartimento di Italianistica, c&#8217;eravamo (quasi) tutti. Daniele Silvi, Lorenzo Geri e Paolo Sordi al tavolo insieme a me, Paolo Rembadi, Tito Orlandi e &#8211; udite udite &#8211; Fabio Ciotti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avessi cercato di organizzarlo probabilmente non ci sarei mai riuscito. Anzi, diciamo pure che varie volte avevo (avevamo) fallito. Invece giovedì scorso, nell&#8217;aula 2 del <a href="http://host.uniroma3.it/dipartimenti/italianistica/">Dipartimento di Italianistica</a>, c&#8217;eravamo (quasi) tutti. <span style="color: #0000ee;text-decoration: underline"><img class="alignleft size-full wp-image-201" src="http://infolet.it/files/2008/06/gruppo_iu-300x225.jpg" alt="Da sinistra: Lorenzo, Daniele, Domenico, Paolo, Fabio, Paolo R" width="300" height="225" /></span>Daniele Silvi, Lorenzo Geri e Paolo Sordi al tavolo insieme a me, Paolo Rembadi, Tito Orlandi e &#8211; udite udite &#8211; Fabio Ciotti nel pubblico. Oltre ai dottorandi, qualche studente e una inattesa <em>Guest star</em>, Franco Moretti, professore di Letteratura inglese e comparata a Stanford. Moretti da qualche tempo si è avvicinato alle Digital Humanities e dopo gli interventi ci ha esposto brevemente il <a href="http://www.sciencenews.org/articles/20070616/mathtrek.asp">progetto</a> che sta sviluppando a Stanford. Il seminario di dottorato è stato aperto dal coordinatore, Claudio Giovanardi, che nella sua introduzione ha giustamente ricordato il maestro di tutti noi: Giuseppe Gigliozzi. Grazie Claudio. Per il resto, sono disponibili alcune presentazioni: Silvi e Sordi.</p>
<p>Sempre per le solite combinazioni astrali (quando li supplichi non vengono mai), erano presenti anche due giornalisti, Saverio <a href="http://www.lacompagniadellibro.tv/frontend/">Simonelli</a> e Agnese Ananasso, la quale ha scritto anche una graditissima <a href="http://innovazione.blogosfere.it/2008/01/dalle-parole-ai-numeri.html">cronaca </a>dell&#8217;incontro.</p>
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