Articoli con tag: linguistica computazionale

Steve Busa e Padre Jobs

Una cartolina autografa di Padre Busa

I giorni successivi alla scomparsa di Steve Jobs i media di tutto il mondo hanno dedicato le loro copertine, spesso apologetiche, alla figura e all’opera del co-fondatore di Apple.  Difficile sminuire i meriti di Jobs, ma quando i media beatificano qualcuno (o qualcosa) è spesso per ragioni autoreferenziali (i media che parlano dei media) o emotive proporzionali all’impatto immediato che un certo fenomeno ha (o avrebbe, secondo i media) sulla società. Questa sovraesposizione è collegata anche al fervore quasi mistico dei fan della Mela, probabilmente il frutto principale della geniale creatività commerciale di Jobs: riuscire a inventare e formare i suoi consumatori. I 16 milioni di iPhone venduti nel mondo nella prima parte del 2011 non sono certo pochi, ma  rappresentano in fondo una piccola percentuale degli oltre 428 milioni di telefoni cellulari venduti nel 2011: segno che i prodotti di Apple sono ancora strumenti di élite (e da qui anche l’interesse dei media).

E’ quanto ho sostenuto lo scorso 19 ottobre a Roma Tre nel seminario “L’eredità di Steve Jobs e il futuro dell’informatica”, ricordando fra l’altro la figura di un altro guru recentemente scomparso, Padre Roberto Busa, il gesuita che nel 1949 si mise in testa di usare i calcolatori per analizzare l’opera di Tommaso D’Aquino. Fu grazie a lui che nacque la linguistica computazionale, vale a dire l’idea di trattare il linguaggio naturale con le macchine digitali. Ed è a lui che è intitolato un prestigioso premio internazionale, il Busa Award, che ogni anno viene assegnato a un digital humanist, ovvero un umanista che si sia distinto nell’applicazione dell’informatica agli studi umanistici. Eppure quando è morto lo scorso 9 agosto (il 28 novembre avrebbe compiuto 98 anni) il solo quotidiano a ricordarlo adeguatamente è stato L’Osservatore Romano. Il carismatico padre di Mac è stato sicuramente un personaggio indimenticabile, ma il Padre di Gallarate ha contribuito a costruire l’informatica così come la conosciamo oggi.

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Libro e atti

Segnalo due cose: 1) l’uscita online degli Atti del VI convegno Luminar, quest’anno dedicato all’incontro fra filologia e informatica. Mi hanno colpito in particolare i progetti presentati in alcuni poster, fra cui uno sconvolgente lavoro sulle fonti della Commedia di Dante. Sapevate dell’esistenza di un libro intitolato Lectura Super Apocalipsim di Pietro di Giovanni Olivi, francescano della Linguadoca? No? Nemmeno io. Ebbene su questo libro “matrice” Dante innesta un’incredibile fitta rete di rimandi incrociati (a Pietro, ma anche alla Bibbia), rappresentata dall’autore del poster attraverso un complesso ipertesto. Da brivido.

2) La seconda segnalazione è più tranquillizzante: si tratta dell’utile Introduzione alla Linguistica Computazionale, di Isabella Chiari, pubblicata da Laterza che ospita anche una ricca appendice online. Peccato lo scarso o nullo spazio dedicato all’informatica umanistica e alle Digital Humanities.

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Tesoro della Lingua Italiana delle Origini

Viene presentato oggi a Roma il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini (TLIO), prima sezione cronologica del vocabolario storico italiano. Le voci attualmente consultabili sono più di quindicimila.

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Stefania Spina, Fare i conti con le parole – introduzione alla linguistica dei corpora

Autore: Stefania Spina

Titolo: Fare i conti con le parole – introduzione alla linguistica dei corpora

Editore: Guerra

Luogo edizione: Perugia

Anno: 2001

N° Pagine: 198

Prezzo: 12,50

Codice ISBN: 88-7715-499-3

Il volume si pone il fine di descrivere i campi e i metodi di applicazione degli strumenti informatici alle scienze del linguaggio. Anche se il centro di gravità della trattazione è la linguistica dei corpora e tutti gli aspetti di analisi numerica e statistica che essa comporta,  in realtà il testo si presenta come una valida introduzione all’informatica umanistica – anche dal punto di vista storico – nel suo insieme e dipana alcuni dei problemi teorici che questa disciplina pone (trasportabilità del testo, natura di un testo elettronico, retorica telematica, ecc.). In appendice si trova l’elenco alfebetico dei principali corpora creati per analisi di tipo linguistico ed uno spoglio (necessariamente selettivo) dei programmi di analisi linguistica più diffusi, con la descrizione delle loro principali caratteristiche.

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