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	<title>Infolet - Informatica e letteratura &#187; ipertesto</title>
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		<title>Corso estivo &#8220;Dal testo digitale al libro elettronico&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 00:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[corso estivo]]></category>
		<category><![CDATA[ipertesto]]></category>
		<category><![CDATA[José Manuel Lucía Megías]]></category>
		<category><![CDATA[libro elettronico]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 5 al 9 luglio si svolgerà a San Lorenzo de El Escorial, magnifica sede dei corsi estivi dell&#8217;Università Complutense di Madrid, il corso &#8220;El texto digital ante la encrucijada del libro electrónico y del hipertexto&#8221;. Si tratta di uno delle prime &#8220;summer school&#8221; interamente dedicate ai temi dell&#8217;informatica testuale che si svolge in Spagna. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infolet.it/files/2010/06/manifesto_curso1.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-665" title="manifesto_curso" src="http://infolet.it/files/2010/06/manifesto_curso1-213x300.jpg" alt="manifesto_curso" width="213" height="300" /></a>Dal 5 al 9 luglio si svolgerà a San Lorenzo de El Escorial, magnifica sede dei corsi estivi dell&#8217;Università Complutense di Madrid, il corso <a title="Vai alla pagina del corso dell'Escorial" href="http://www.ucm.es/info/cv/subweb/prog/programas/71110.html" target="_blank">&#8220;El texto digital ante la encrucijada del libro electrónico y del hipertexto&#8221;</a>. Si tratta di uno delle prime &#8220;summer school&#8221; interamente dedicate ai temi dell&#8217;informatica testuale che si svolge in Spagna. La direzione (e ideazione) del corso si deve a <a href="http://www.ucm.es/BUCM/escritores/jmlucia_megias" target="_blank">José Manuel Lucía Megías</a>, uno dei filologi più impegnati nella diffusione dell&#8217;informatica umanistica nel suo paese. Fra gli sponsor e patrocinatori dell&#8217;iniziativa spicca la &#8220;Dirección General del Libro, Archivos y Bibliotecas&#8221; del Ministero della Cultura spagnolo. Il <a title="Apri programma (PDF)" href="http://www.ucm.es/info/cv/cursos2010_pdf/71110.pdf" target="_blank">programma</a> è intelligentemente diversificato e vede la partecipazione di esperti provenienti sia dal mondo editoriale sia da quello accademico. Gli studenti possono iscriversi fino al  <strong>4 giugno </strong>e fare <a title="Iscriviti" href="http://www.ucm.es/info/cv/matriculainst.html" target="_blank">domanda</a> per una borsa di studio.</p>
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		<title>Il testo digitale è diverso</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 12:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sordi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
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		<category><![CDATA[ipertesto]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Wesch]]></category>
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		<description><![CDATA[Oramai è un classico, e con pieno merito.In quattro minuti e trentatre secondi, Michael Wesch non spiega soltanto le potenzialità sociali di quello che la moda chiama &#8220;web 2.0&#8243;, ma soprattutto dimostra che la macchina è fatta di testo: è scritta. A partire dalla superficie blu e sottolineata che attiva il grado zero dell&#8217;ipertestualità e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai è un classico, e con pieno merito. <a href="http://infolet.it/2009/03/18/il-testo-digitale-e-diverso/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a> In quattro minuti e trentatre secondi, <a href="http://ksuanth.weebly.com/wesch.html" title="Il sito web di Michael Wesch">Michael Wesch</a> non spiega soltanto le potenzialità sociali di quello che la moda chiama &#8220;web 2.0&#8243;, ma soprattutto dimostra che la macchina è fatta di testo: <em>è scritta</em>. A partire dalla superficie blu e sottolineata che attiva il grado zero dell&#8217;ipertestualità e dell&#8217;interattività, per arrivare alle profondità del codice (HTML, XHTML, XML che sia), e a prescindere dalla sua crescente multimedialità, il Web poggia le fondamenta della sua evoluzione, del suo funzionamento, del suo successo su una serie di caratteri alfanumerici che modellano pagine, relazioni e senso.</p>
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		<title>L’ipertesto: definizioni e storia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Dec 2000 12:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Autore: Fabio Orfei
Relatore: Giuseppe Gigliozzi
Correlatore: Raul Mordenti
Anno Accademico: 1999/2000
Università: &#8220;Tor Vergata&#8221; (RM)
L’ipertesto si propone come nuovo esponente della cultura scritta            in alternativa alle forme visuali di rappresentazione, come televisione            e videogiochi, simbolo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Autore</strong>: Fabio Orfei</p>
<p><strong>Relatore</strong>: Giuseppe Gigliozzi</p>
<p><strong>Correlatore</strong>: Raul Mordenti</p>
<p><strong>Anno Accademico</strong>: 1999/2000</p>
<p><strong>Università</strong>: &#8220;Tor Vergata&#8221; (RM)</p>
<p>L’ipertesto si propone come nuovo esponente della cultura scritta            in alternativa alle forme visuali di rappresentazione, come televisione            e videogiochi, simbolo della nuova “cultura popolare”. Tuttavia            la cosiddetta “rivoluzione digitale” (forse d’importanza            maggiore rispetto a quella gutemberghiana) si scontra, da sempre, con            la diffidenza degli umanisti. Questa sfiducia ricorda quella di Socrate            che, citato nel Fedro da Platone, diceva di essere contrario alla scrittura            perché la considerava una versione snaturata, impersonale e anonima            del discorso orale.</p>
<p>L’ipertesto è può essere considerato l’erede            naturale del libro, così come quest’ultimo rappresentò            l’evoluzione della catena papiro-codice. Per questo il saggio            si sofferma anzitutto sulla la teoria dell’ipertesto, dalle origini            (Barthes, Derrida, Foucault) fino ad oggi (Nelson, Bolter, Landow);            considera poi analiticamente le prime realizzazioni scientifiche (Bush,            Engelbart) e soprattutto le applicazioni letterarie dell’ipertesto            (Pascal, Saporta, Cortázar) fino alle produzioni più recenti (Joyce,            García).</p>
<p>Leggi l&#8217;<a href="http://infolet.it/files/2009/09/abstract_orfei.pdf">abstract</a></p>
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