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	<title>Infolet - Informatica e letteratura &#187; Francesca Tomasi</title>
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		<title>Il Piave mormorò</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 12:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Caria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infolet.it/2010/05/28/il-piave-mormoro/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Per dare la loro interpretazione di chi o cosa sia “L’umanista digitale”, il 24 maggio scorso, si sono riuniti attorno a Teresa Numerico e Domenico Fiormonte, due autori dell&#8217;omonimo libro, Giampiero Gamaleri, Mario Tedeschini Lalli, Maurizio Lana e Tito Orlandi. L’aula era piena; piena di studenti, dei pochi docenti riusciti a sfuggire agli impegni accademici; tutte facce curiose e sveglie sotto gli occhi della Tv Sat2000, che all&#8217;evento ha dedicato un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dB3xRS3Occ0" target="_blank">servizio</a> all&#8217;interno del programma <a href="http://www.lacompagniadellibro.tv2000.it/" target="_blank">La compagnia del libro</a>. Problemi di connessione però: nell’aula Verra della Facoltà di Lettere di Roma Tre non c’era modo di far arrivare la rete. A parte il paradosso, il clima era proprio bello. Tito Orlandi in veste di moderatore (quale altro ruolo per il “padre di tutti”?) ripercorre la storia dell’Informatica Umanistica quasi con la metafora della Resistenza (sarà complice la data, ma ce n&#8217;è bisogno, ancora e soprattutto in questo momento), prima di invitare Tedeschini Lalli a prendere la parola. Lalli ci mette un po’ a scaldarsi. È un giornalista del gruppo Espresso e docente di Giornalismo digitale all’Università di Urbino. Il suo intervento, molto personale, progressivamente si colora mettendo in evidenza l’aspetto identitario dei contenuti del libro a dispetto del “buco nero” all’interno del quale il digitale ci ha catapultati (T. Lalli è un appassionato d’astronomia) e che ci lascia, al momento, disorientati riguardo a che cosa ci attende al di là. Fantasmi di postmodernità? La conoscenza frequenta un iperuranio molto labile, secondo Gamaleri, sociologo della comunicazione e docente a Roma Tre; una cattedrale d’informazione dalla facciata incostante quanto Rouen, forse impossibile da fissare su tela, perlomeno non con gli oli tradizionali – molto bene quando Lalli fa notare che il postmoderno è rimasto alle porte dell’accademia, realtà o spauracchio che sia.</p>
<p>Ciò che “L’Umanista digitale” testimonia oggi è una situazione decisamente netta. C’è un oggetto, c’è un campo di studi, una ferma posizione teorica, almeno alla base, attorno alla quale, soprattutto, si raccoglie un movimento tenace in Italia e <a href="http://manifesto.humanities.ucla.edu/" target="_blank">all&#8217;estero</a>. Maurizio Lana, ricercatore di Linguistica all’Università del Piemonte Orientale, il più tecnico degli invitati, rincara la dose sul valore “affermativo” di questo libro. Gli piace ricordare i pionieri Licklider ed Engelbart e il valore degli strumenti informatici che sono un potenziamento dell’intelletto umano, della sfera creativa e produttiva esaltata dalle nuove tecnologie. La sua esperienza sulla testualità digitale lo porta ad evidenziare le affascinanti sfide che le macchine portano con sé (affascinanti perché tutte culturali), come il rapporto controverso fra il nostro linguaggio e il linguaggio macchina, la percezione e la conservazione della memoria, l’obsolescenza dei supporti messi nel cassetto assieme alle testimonianze che trasportano. Problema di coscienza critica insomma, nuova o vecchia non importa, perché la coscienza critica è un valore assoluto – rimette tutti d’accordo Orlandi: un’abitudine da recuperare, piuttosto, una volta messo il naso fuori dallo stallo gravitazionale (T. Lalli docet), ed esercitare con convinzione nei confronti dell’oracolo Google che divora tutto (Vate affamato), di un sistema d’istruzione scaduto e degenerato, della nostra coscienza critica stessa. Ma ancora un attimo, prima che Orlandi trascini nell’aula Verra chi era rimasto nell’iperuranio, perché si sta arrivando al momento più vivo della discussione. Infatti tocca agli studenti parlare, quasi fossero invitati a sedere alla tavola rotonda. E sono di gran lunga i più convincenti, perché di poche parole, quando illustrano timorosi la loro esperienza maturata durante i corsi, e che li ha spinti in alcuni casi a farsi co-autori di questo volume. Dell’Umanista digitale, infatti, non esiste soltanto una traduzione analogica: la partita più bella sembra essere stata quella giocata in poche decine di ore di lezione catapultate sul web con tutta la loro dinamica, quella vera, che scaturisce dal dialogo (vedi <a href="http://testodigitale.infolet.it/" target="_blank">Forme e Generi della testualità digitale</a>). Soprattutto i ragazzi sono partecipi orgogliosi di questa identità, e quando ne parlano davanti a tutti lo fanno con imbarazzo, quello stesso imbarazzo che si prova quando si è chiamati a parlare dopo un ascolto durato troppo tempo.</p>
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		<title>Presentazione &#8220;L&#8217;umanista digitale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 10:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 24 maggio alle ore 11, nell&#8217;Aula Verra della Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre, Giampiero Gamaleri, Mario Tedeschini Lalli, Maurizio Lana, Tito Orlandi e gli studenti dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione discuteranno il volume L&#8217;umanista digitale di Teresa Numerico, Domenico Fiormonte e Francesca Tomasi (Il Mulino, 2010). La discussione si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infolet.it/files/2010/05/umanistadigitale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-637" title="umanistadigitale" src="http://infolet.it/files/2010/05/umanistadigitale-207x300.jpg" alt="umanistadigitale" width="207" height="300" /></a>Il <strong>24 maggio alle ore 11</strong>, nell&#8217;Aula Verra della Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre, Giampiero Gamaleri, Mario Tedeschini Lalli, Maurizio Lana, Tito Orlandi e gli studenti dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione discuteranno il volume <em><a href="http://www.mulino.it/edizioni/universita/scheda_volume.php?vista=indice_esteso&amp;ISBNART=13425" target="_blank">L&#8217;umanista digitale</a></em> di Teresa Numerico, Domenico Fiormonte e Francesca Tomasi (Il Mulino, 2010).</p>
<p>La discussione si propone di affrontare le diverse prospettive critiche intrecciate nel libro: l’origine dell’informatica umanistica e le connessioni epistemiche con l’informatica, l’analisi dell’impatto delle tecnologie della comunicazione sulla società e le trasformazioni che attraversano le professioni legate alla produzione di contenuti.</p>
<p><em>Saranno presenti gli autori.</em></p>
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		<title>Intervista sull&#8217;informatica umanistica</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 15:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnalo che su studenti.it è uscita una mia intervista sull&#8217;informatica umanistica. Nessuna novità rispetto alle cose che vado (andiamo) ripetendo da anni, ma magari a qualcuno può servire un ripasso. Vera novità invece è il volume di Francesca Tomasi, Metodologie informatiche e discipline umanistiche, Roma, Carocci, 2008. Una lettura ideale per queste breve vacanze pasquali!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo che su <a href="http://www.studenti.it/roma/news/n.php?id=2498">studenti.it</a> è uscita una mia intervista sull&#8217;informatica umanistica. Nessuna novità rispetto alle cose che vado (andiamo) ripetendo da anni, ma magari a qualcuno può servire un ripasso. Vera novità invece è il volume di Francesca Tomasi, <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/2499969%7C2.html?aut=593382&amp;cat1=1&amp;page=1"><em>Metodologie informatiche e discipline umanistiche</em></a>, Roma, Carocci, 2008. Una lettura ideale per queste breve vacanze pasquali!</p>
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		<title>Vespignani (a cura di), Informatica per le scienze umanistiche</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2003 14:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Autore: Teresa Numerico-Arturo Vespignani (a cura di) Titolo: Informatica per le scienze umanistiche Editore: Mulino Luogo edizione: Bologna Anno: 2003 N° Pagine: 257 Prezzo: € 15,00 Codice ISBN: 88-15-09295-1 Il testo a cura di Numerico e Vespignani si propone come strumento per iniziare gli studenti delle facoltà umanistiche all’applicazione, e, di conseguenza, alle problematiche dell’Informatica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Autore:</strong> Teresa Numerico-Arturo Vespignani (a cura di)</p>
<p><strong>Titolo:</strong> <em>Informatica per le scienze umanistiche</em></p>
<p><strong>Editore:</strong> Mulino</p>
<p><strong>Luogo edizione:</strong> Bologna</p>
<p><strong>Anno:</strong> 2003</p>
<p><strong>N° Pagine:</strong> 257</p>
<p><strong>Prezzo:</strong> € 15,00</p>
<p><strong>Codice ISBN:</strong> 88-15-09295-1</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-381" src="http://infolet.it/files/2003/07/numerico.gif" alt="numerico" width="150" height="223" />Il testo a cura di Numerico e Vespignani si propone come strumento per iniziare gli studenti delle facoltà umanistiche all’applicazione, e, di conseguenza, alle problematiche dell’Informatica umanistica (IU). Infatti, partendo dalla storia del calcolatore e del world wide web, i diversi autori, tutti docenti di IU, con i loro saggi tracciano la figura del nuovo umanista nell’ambito della base di dati e della sua struttura; nella rappresentazione dell’informazione testuale con i linguaggi di markup; nella scrittura ipertestuale; nella trasmissione e catalogazione di testi, immagini, suoni e video.</p>
<p>Vengono affrontati i problemi di ordine epistemologico dell’IU, tipici dei processi innovativi:  problemi derivati, ad esempio, dal fatto che non esiste ancora una posizione degli studiosi sui confini teorici della materia. Inoltre questa disciplina, che è già entrata nelle facoltà umanistiche, si sta ancora confrontando con il problema del suo riconoscimento accademico, e quindi, del riconoscimento degli esperti in tale settore. Ne deriva che l’IU non è solamente una disciplina finalizzata all’insegnamento di conoscenze tecniche utilizzabili dall’umanista nel suo settore, ma è soprattutto un progetto culturale, ossia il tentativo di cambiare la mentalità degli studiosi di materie umanistiche e degli informatici, per creare un nuovo sapere.</p>
<p>Essa è la sfida del nuovo millennio per quegli studenti di facoltà umanistiche disposti a creare un sodalizio tra il loro sapere specifico e gli strumenti tecnologici adatti per il proprio settore; ed il testo in questione si propone come un mezzo introduttivo allo studio delle applicazioni e delle problematiche dell’ IU per l’umanista del nuovo millennio.</p>
<p>(Simona Casciano)</p>
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