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	<title>Infolet - Informatica e letteratura &#187; browser</title>
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		<title>Dietro la quinta</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 16:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sordi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio del 2009 il Web ha pronunciato le prime parole della sua quinta lingua. Nonostante HTML5 sia ancora lontano dal diventare una raccomandazione del W3C, l&#8217;applicabilità immediata sui browser di ultima generazione e il fascino esercitato sui web designer grazie a nuovi tag strutturali come header, article, nav, footer ne stanno diffondendo un&#8217;adozione crescente.
Se si considera l&#8217;interruzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio del 2009 il Web <a title="An Event Apart and HTML 5" href="http://meyerweb.com/eric/thoughts/2009/01/02/an-event-apart-and-html-5/">ha pronunciato le prime parole</a> della sua <a title="HTML5, A vocabulary and associated APIs for HTML and XHTML" href="http://www.w3.org/TR/2009/WD-html5-20090825/">quinta lingua</a>. Nonostante HTML5 sia ancora lontano dal diventare una raccomandazione del W3C, l&#8217;applicabilità immediata sui browser di ultima generazione e il fascino esercitato sui web designer grazie a nuovi tag strutturali come <em>header</em>, <em>article</em>, <em>nav</em>, <em>footer</em> ne stanno diffondendo <a title="HTML5 Gallery" href="http://html5gallery.com/">un&#8217;adozione crescente</a>.<br />
<a title="Struttura di pagina web in HTML5" href="http://infolet.it/files/2009/12/html5-structure-20091215.png"><img class="size-medium wp-image-561 alignleft" src="http://infolet.it/files/2009/12/html5-structure-20091215-300x225.png" alt="Struttura di pagina web in HTML5" width="240" height="180" /></a>Se si considera <a title="XHTML 2 Working Group Expected to Stop Work End of 2009" href="http://www.w3.org/News/2009#entry-6601">l&#8217;interruzione definitiva</a> dello sviluppo di XHTML2 da parte dello stesso W3C, HTML5 si presenta attualmente come l&#8217;unico candidato a rappresentare il futuro dei linguaggi di marcatura ipertestuale. Non senza polemiche e recriminazioni, però, visto che dietro al markup si nascondono non soltanto versioni differenti dello sviluppo dei linguaggi della Rete ma anche e soprattutto posizioni di mercato contrastanti che ho cercato di riassumere in <a title="HTML5: il futuro della lingua franca del Web" href="http://www.icomit.it/pub/2009/02/02sordi.pdf">un articolo recente</a> che prefigura una nuova guerra dei browser.</p>
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		<title>Buon vecchio semantico HTML</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 12:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sordi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[Bartleby lo scrivano]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra gli informatici umanistici, l&#8217;HTML non gode di buonissima considerazione. Accomunato non a caso al Macintosh, il linguaggio inventato da Tim Berners Lee rappresenterebbe l&#8217;inizio della fine dell&#8217;informatica, il simbolo a tre doppie W del trionfo della forma sulla sostanza, la corruzione della grafica contro la purezza del Codice.
A ripassare la sua storia, invece (storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli informatici umanistici, l&#8217;<acronym title="Hypertext Markup Language">HTML</acronym> non gode di buonissima considerazione. Accomunato non a caso al Macintosh, il linguaggio inventato da Tim Berners Lee rappresenterebbe l&#8217;inizio della fine dell&#8217;informatica, il simbolo a tre doppie W del trionfo della forma sulla sostanza, la corruzione della grafica contro la purezza del Codice.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-203" src="http://infolet.it/files/2008/06/visualizza-codice.png" alt="visualizza-codice" width="250" height="250" />A <a title="L' architettura del nuovo Web. Dall'inventore della rete il progetto di una comunicazione democratica, interattiva e intercreativa" href="http://www.ibs.it/code/9788807460289/berners-lee-tim/architettura-del-nuovo-web.html">ripassare la sua storia</a>, invece (storia che poi coincide con quella del World Wide Web tutto), appare evidente come il linguaggio di marcatura ipertestuale sia stato travolto dal suo proprio inaspettato successo e dalla sua studiata semplicità, fino a diventarne vittima.<br />
In un mondo che voleva luci, colori, animazioni, commerci e divertimenti, e lo voleva subito (non che ci sia nulla di male nel volerlo &#8211; o almeno non fin quando si richiedano ballerine e nani), convincere un web designer a codificare una pagina web secondo struttura e semantica era come cercare di convincere Bartleby a fare una qualsiasi cosa.<br />
Eppure, l&#8217;<acronym title="Hypertext Markup Language">HTML</acronym> per quello era nato, fornire a un documento da pubblicare sul web una marcatura strutturale e semantica, minima, banale, elementare se vogliamo: ma strutturale e semantica.<br />
Titoli, paragrafi, liste, link.<br />
E invece fu un diluvio inestricabile di <code>font</code> e attributi di allineamento, colore e dimensioni. L&#8217;alfiere di questa vera e propria deviazione semantica resterà per sempre l&#8217;elemento <code>table</code>: destinato a rappresentare dati tabulari (avete presente gli orridi fogli di Excel?), divenne l&#8217;<em>escamotage</em> codicistico per creare impaginazioni complesse per testate, menu e corpi di pagina in grado di replicare i classici ed elaborati layout tipografici.<br />
Ma questo, nel 1999, era l&#8217;<acronym title="Hypertext Markup Language">HTML</acronym> di Netscape (riposi in pace) e Microsoft, non del <a title="Il sito del World Wide Web Consortium" href="http://www.w3.org/">World Wide Web Consortium</a>.<br />
Dall&#8217;inizio del ventunesimo secolo, però, non esiste più spazio per fraintendimenti e tradimenti di senso: <a title="Una lista dei browser web attualmente disponibili" href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_web_browsers">nuovi browser</a> <em>standards compliant</em> si sono affacciati sulla scena, una <a title="Il sito del Web Standards Project" href="http://www.webstandards.org/">nuova generazione di web designer</a> ha evangelizzato gli infedeli e gli scettici e soprattutto, con la release di Internet Explorer 5.5, anche Microsoft ha iniziato (titubante la sua parte, certo, ma comunque ha iniziato) ad abbracciare le raccomandazioni del <acronym title="World Wide Web Consortium">W3C</acronym> che dai <a title="Le specifiche dei CSS 2.1" href="http://www.w3.org/TR/CSS21/"><acronym title="Cascading Style Sheets">CSS</acronym></a> all&#8217;<a title="Le specifiche dell'XHTML 1" href="http://www.w3.org/TR/xhtml1"><acronym title="Extensible Hypertext Markup Language">XHTML</acronym></a>, passando per l&#8217;<a title="Le specifiche dell'XML" href="http://www.w3.org/TR/2006/REC-xml-20060816/"><acronym title="Extensible Markup Language">XML</acronym></a>, hanno ribadito la forza della codifica semantica e il valore della separazione della struttura dalla presentazione.<br />
Se andate a spulciare il codice sorgente di qualcuno dei vostri siti preferiti, anche di informatica umanistica, noterete che i cattivi costumi (e gli <code>align='center'</code>) sono duri a morire: fategli sapere che il buon vecchio semantico HTML è tornato tra noi, da un pezzo.</p>
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