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	<title>Infolet - Informatica e letteratura &#187; Blog</title>
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		<title>L&#8217;informazione letteraria nel web</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 15:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente un lavoro serio e interessante sul fenomeno dei blog letterari &#8211; o meglio &#8220;siti di informazione letteraria&#8221;: L&#8217;informazione letteraria nel web. Tra critica, dibattito, impegno e autori emergenti, Milano, Biblion, 2009.  Nel volume Giulia Iannuzzi analizza, esplora e commenta sei fra i più noti e frequentati siti italiani: Nazione Indiana, Carmillaonline, Wu Ming, Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un lavoro serio e interessante sul fenomeno dei blog letterari &#8211; o meglio &#8220;siti di informazione letteraria&#8221;: <em><a href="http://www.biblionedizioni.it/L-informazione-letteraria-nel-web" target="_blank">L&#8217;informazione letteraria nel web</a>. Tra critica, dibattito, impegno e autori emergenti</em>, Milano, Biblion, 2009.  Nel volume Giulia Iannuzzi analizza, esplora e commenta sei fra i più noti e frequentati siti italiani: <a href="http://www.nazioneindiana.com/" target="_blank">Nazione Indiana</a>, <a href="http://www.carmillaonline.com" target="_blank">Carmillaonline</a>, <a href="http://www.wumingfoundation.com/" target="_blank">Wu Ming</a>, <a href="http://www.ilprimoamore.com/" target="_blank">Il primo amore</a>, <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/" target="_blank">Lipperatura</a> e <a href="http://vibrisse.wordpress.com" target="_blank">Vibrisse</a>. Esperienze eterogenee nate da scrittori o comunità di scrittori che si sono confrontati, a partire dalla fine degli anni Novanta, con la dimensione della comunicazione web. C&#8217;è un punto secondo l&#8217;autrice che accomuna tutte queste esperienze: &#8220;Tra i più vistosi è senz&#8217;altro l&#8217;impegno civile: tutti questi siti restano legati ad un interesse principalmente letterario, ma tutti alle recensioni, ai saggi, alle poesie, ai racconti associano una viva attività di osservatori e critici della realtà contemporanea anche nei suoi aspetti sociali e politici&#8221; (p. 195). <a href="http://infolet.it/files/2010/03/infoletterariaweb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-621" src="http://infolet.it/files/2010/03/infoletterariaweb-214x300.jpg" alt="L'informazione letteraria nel web" width="214" height="300" /></a></p>
<p>La qualità di materiali e interventi presenti in questi siti è tale che da tempo ho smesso di leggere recensioni, segnalazioni o altre notizie sul mondo letterario ed editoriale pubblicate da quotidiani nazionali, affidandomi alla maggiore indipendenza e professionalità dei blog autoriali. D&#8217;altra parte lo stesso vale per l&#8217;informazione di altro tipo: oggi chi vuole sapere veramente che cosa succede nel mondo si rivolge sempre di più all&#8217;<a href="http://testodigitale.infolet.it/2009/03/26/linformazione-alternativa-sul-web/" target="_blank">informazione alternativa</a>. Tuttavia a mio parere vi è una differenza fra l&#8217;informazione letteraria e quella politica o di altro tipo, ed è l&#8217;attenzione alla sperimentazione. Tutti i siti citati nascono all&#8217;interno di comunità, per così dire, fortemente gutenberghiane. La rete è vista come il luogo della condivisione, della segnalazione e spesso anche della pubblicazione dei testi, ma il sistema-libro rimane al centro. Come leggiamo sul manifesto di <a href="http://www.vibrisselibri.net" target="_blank">vibrisselibri</a>, l&#8217;agenzia e casa editrice geminata dall&#8217;omonimo sito di Giulio Mozzi, &#8220;i libri &#8216;veri&#8217; sono, e presumiamo saranno ancora per molto tempo, quelli stampati su carta e distribuiti attraverso il mercato librario.&#8221; Ma siamo sicuri che oggi sia ancora così? E il successo di <a href="http://www.lulu.com" target="_blank">Lulu</a> e di iniziative non commerciali come quella di vibrisselibri non dimostra in fondo il contrario, ovvero che i confini sia esterni (il supporto) sia interni (il contenuto, i generi, ecc.) del libro sono da tempo in una fase di metamorfosi? Tralasciando la (pure fondamentale) discussione sui formati e i supporti di lettura &#8211; dall&#8217;irresistibile ascesa di Google Books al prepotente <a href="http://www.madrimasd.org/blogs/futurosdellibro/2009/05/12/118040" target="_blank">ritorno</a> dell&#8217;e-book  - il  punto è che in questi siti, eccetto poche eccezioni, non si trova traccia del contenitore che li ospita: il web. La dimensione digitale della creazione letteraria è insomma il grande assente. Si obietterà, a ragione, che ciascuno fa il suo mestiere e che non ci si può occupare di tutto. Se mi permetto un&#8217;osservazione del genere è perché in questi blog vi è molta riflessione su &#8220;che  cosia sia la letteratura&#8221; e credo che uno sguardo più attento alle <a href="http://eld.eliterature.org/">sperimentazioni</a> compositive e narrative della rete potrebbe arricchire e ampliare la discussione. La scrittura ha da tempo varcato la soglia di Gutenberg. Ma gli scrittori?</p>
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		<title>Lectio Maxistralis</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 01:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Nessuno credo, in questi ultimi venti anni, ha innovato il linguaggio della comunicazione visuale più di lui. Fra i primi a usare il computer per comporre, scomporre e soprattutto decomporre immagini, fotografie, testi. Artista &#8220;multimediale&#8221; per eccellenza, molto prima che la convergenza digitale ne dispiegasse tutta la potenza espressiva. Sto parlando di Massimo Bucchi, disegnatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno credo, in questi ultimi venti anni, ha innovato il linguaggio della comunicazione visuale più di lui. Fra i primi a usare il computer per comporre, scomporre e soprattutto <em>decomporre</em> immagini, fotografie, testi. Artista &#8220;multimediale&#8221; per eccellenza, molto prima che la convergenza digitale ne dispiegasse tutta la potenza espressiva. Sto parlando di <a href="http://www.massimobucchi.com" target="_blank">Massimo Bucchi</a>, disegnatore e giornalista di Repubblica dalla sua fondazione, ovvero dal 1976. Odiato da D&#8217;Alema, denunciato dal Vaticano, incensato da Umberto Eco, amato tanto dal popolo che dagli intellettuali. Ha accettato di tornare a fare una lezione a Roma Tre.  <a href="http://infolet.it/files/2009/12/2004-02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-538" src="http://infolet.it/files/2009/12/2004-02-300x276.jpg" alt="Bucchi 2004" width="295" height="272" /></a></p>
<p>Bucchi verrà a parlarci di satira, ma soprattutto di giornalismo. Della storia di Repubblica, di come è oggi e di com&#8217;era ieri, e delle sfide del giornale online, di cui ha disegnato le prime pagine negli anni Novanta. Da qualche tempo è presente su Repubblica.it con un travolgente <a href="http://bucchi.blogautore.repubblica.it" target="_blank">blog</a>.</p>
<p>E dunque&#8230;</p>
<p><strong>&#8220;LECTIO MAXISTRALIS&#8221;</strong></p>
<p><strong><em>Gli strali di Massimo Bucchi. L&#8217;innovazione del linguaggio della satira fra vecchi e nuovi media.</em></strong></p>
<p>Lunedì 14 dicembre 2009 &#8211; Ore 13.30-16.</p>
<p>Università Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula informatica edificio B.</p>
<p>Organizza: Domenico Fiormonte (fiormont[chiocciola]uniroma3.it). Corso di Laurea magistrale in Informazione, editoria e giornalismo.</p>
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		<title>Il web adulto di Fabio</title>
		<link>http://infolet.it/2009/05/30/il-web-adulto-di-fabio/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 12:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[CMC]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Metitieri]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica culturale]]></category>
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		<description><![CDATA[Poco più di un mese fa è scomparso Fabio Metitieri.  Lo conoscevo da anni perché era stato il primo in Italia a occuparsi in modo serio e documentato di CMC (Computer- Mediated Communication), ovvero il vasto universo Web 1.0 di chat, MUD, newsgroup e mail. Non ci sentivamo da un po&#8217; quando lo scorso anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco più di un mese fa è scomparso Fabio Metitieri.  Lo conoscevo da anni perché era stato il primo in Italia a occuparsi in modo serio e documentato di CMC (<em>Computer- Mediated Communication</em>), ovvero il vasto universo Web 1.0 di chat, MUD, newsgroup e mail. Non ci sentivamo da un po&#8217; quando lo scorso anno mi venne in mente di contattarlo per scrivere dei pezzi per il <a href="http://www.scrivere.deagostini.it/" target="_blank">corso di scrittura</a> a dispense di Scuola Holden / De Agostini. Come sempre fece un ottimo lavoro.<a href="http://infolet.it/files/2009/05/metitieri_inganno_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-283" src="http://infolet.it/files/2009/05/metitieri_inganno_2-184x300.jpg" alt="metitieri_inganno_2" width="184" height="300" /></a> Qualche mese dopo mi scrisse ringraziandomi e preannunciandomi l&#8217;arrivo del suo nuovo libro: <a href="http://www.ibs.it/code/9788842089179/metitieri-fabio/grande-inganno-del" target="_blank"><em>Il grande inganno del Web 2.0</em></a>. A mio giudizio il suo migliore lavoro, una specie di <em>Educazione sentimentale</em> in epoca digitale. E questo per due motivi. Il primo perché  Fabio denuncia gli inganni e le velleità di <em>social network(er)</em> e bloggher (<em>sic</em>), concentrati più sull&#8217;autopromozione (vedi la denuncia del modello piramidale della blogsfera, p. 44) che  sulla trasmissione di  contenuti di qualità. Il vuoto delle convenzioni e dei rituali borghesi messi in scena da Flaubert nel suo famoso<a href="http://lafrusta.homestead.com/rec_flaubert2.html" target="_blank"> romanzo</a> ricorda molto l&#8217;autoreferenzialità e il narcisismo esasperante dei <em>user-generated content</em>. Ma <em>L&#8217;educazione</em> di Fabio è anche propositiva, lì dove  propone un modello di formazione e alfabetizzazione informatica delle nuove (e non solo) generazioni. Come &#8220;imparare a imparare&#8221; a usare la rete? In realtà abbiamo da tempo uno strumento a disposizione, ed è l&#8217;<em>Information Literacy</em>:</p>
<blockquote><p>[la <em>information literacy</em>] è una nuova <em>liberal art</em> che si estende dal sapere come usare i computer e accedere all&#8217;informazione per arrivare fino alla riflessione critica sulla natura dell&#8217;informazione stessa, sulla sua infrastuttura tecnologica, sul suo contesto e impatto sociali, culturali e anche filosofici, tutti elementi essenziali per la struttura mentale del cittadino istruito nell&#8217;era dell&#8217;informazione, così come per una persona istruita nella società medievale era essenziale il trivio delle arti liberali di base (grammatica, logica e retorica). (p. 142)</p></blockquote>
<p>Questa citazione è tratta da un <a href="http://net.educause.edu/apps/er/review/reviewArticles/31231.html" target="_blank">articolo</a> di Jeremy J.  Shapiro e Shelley K. Hughes apparso tredici anni fa, eppure come sottolinea l&#8217;autore si tratta di concetti ancora sconosciuti, quando non apertamente osteggiati, all&#8217;interno del mondo della formazione universitaria. Dove la prevalente visione &#8217;strumentale&#8217; dell&#8217;informatica &#8211; diffusa persino fra gli informatici &#8211; ci fa perdere di vista quello che sta accadendo: la nascita di un nuovo assetto epistemico, estetico e in definitiva etico. Insomma, il libro di Fabio Metitieri ci aiuta a fare un altro passo decisivo verso quell&#8217;<a href="http://infolet.it/2009/04/06/verso-linformatica-culturale/" target="_self">Informatica Culturale</a> di cui ho parlato nell&#8217;ultimo post (e sulla quale torneremo presto) e che è a mio parere l&#8217;unico progetto possibile di innovazione e rilancio dei curricula umanistico-sociali &#8212; nei quali includo non solo Lettere, Sociologia e Scienze della Formazione, ma anche Giurisprudenza, Psicologia, Economia.  Come scrissi a Fabio in una mail che non poté avere risposta (il libro mi arrivò pochi giorni prima della sua morte), il nucleo più interessante del libro è proprio la riflessione sul problema della valutazione delle risorse, mentre avevo trovato inutilmente astiosa la polemica contro i singoli pasdaran del Web 2.0. Le mie parole testuali furono:</p>
<blockquote><p>In fondo a chi vuoi che gliene freghi di G <em>[omissis]</em> &amp; co.? Onestamente gli hai dato troppa importanza. Dovevi fare come gli americani: quando qualcuno scrive un libro brutto non viene né citato né recensito, e muore lì. Questa gente al massimo ha dato un contributo &#8216;giornalistico&#8217; alla rete, cavalcando la fuffa mediatica che impera ovunque e scopiazzando quattro idee da qualche libro americano.</p></blockquote>
<p>Fabio Metitieri era uno dei migliori professionisti sulla piazza telematica e oltre a ciò era una persona decente e schietta. Qualcuno diceva polemico e ruvido. Ma a me piaceva. Sentii che gli avrei perdonato tutto fin da quando lessi una frase di Paolo Conte che metteva in calce alla sua firma: <strong></strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti&#8221;</strong>.</p></blockquote>
<p>In un paese malato di infantilismo come il nostro, Fabio mi mancherà tantissimo.</p>
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