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	<title>Infolet - Informatica e letteratura &#187; Video</title>
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		<title>Il nostro doppio quantistico</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 23:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Fiormonte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Emilio Del Giudice]]></category>
		<category><![CDATA[fisica quantistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 23 maggio 2011 si è svolto nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre un incontro interdisciplinare (vedi qui) che ha visto la partecipazione, fra gli altri, del fisico Emilio Del Giudice e del critico e teorico della letteratura Giovanni Bottiroli. Inauguriamo il canale YouTube di Infolet proponendovi le prime due clip che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://infolet.it/2011/10/05/il-nostro-doppio-quantistico/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Il 23 maggio 2011 si è svolto nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre un incontro interdisciplinare (vedi <a title="Verso le nuove scienze umane" href="http://infolet.it/2011/05/18/verso-le-nuove-scienze-umane/" target="_blank">qui</a>) che ha visto la partecipazione, fra gli altri, del fisico Emilio Del Giudice e del critico e teorico della letteratura <a title="vedi video Bottiroli" href="http://youtu.be/Sisi5t9owLU" target="_blank">Giovanni Bottiroli</a>. Inauguriamo il canale <em>YouTube</em> di Infolet proponendovi le prime due clip che riassumono gli interventi di questi due studiosi. Seguiranno nelle prossime settimane anche altri video della conferenza (a cura di Alice Corte). A quasi cinque mesi di distanza continuo a rimuginare queste parole di <a href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=127:pallottole" target="_blank">Del Giudice</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;La novità della fisica quantistica è che l&#8217;enfasi non è posta sugli oggetti, ma sulla relazione fra gli oggetti. Gli oggetti di per sé sono difficilmente definibili proprio perché grazie al fatto che fluttuano non è possibile fermarli e quindi possono essere conosciuti solo imperfettamente. Mentre quello che può essere conosciuto è la relazione fra gli oggetti&#8230; Dunque qual è il ruolo dell&#8217;arte? Quello di dotarmi di un doppio&#8230; quello di dotarmi di un insieme di oggetti che risuonano con me. Se un artista è proiettato nel futuro i posteri risuoneranno con lui&#8230;&#8221;</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tra le nuvole del Web</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sordi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa succede se anche il sistema operativo si smaterializza? Google prepara il platform switch:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa succede se anche il sistema operativo si smaterializza? Google prepara il <a href="http://oreilly.com/web2/archive/what-is-web-20.html" title="What is Web 2.0">platform switch</a>:<br />
<p><a href="http://infolet.it/2009/11/20/tra-le-nuvole-del-web/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Il testo digitale è diverso</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 12:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Sordi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oramai è un classico, e con pieno merito. In quattro minuti e trentatre secondi, Michael Wesch non spiega soltanto le potenzialità sociali di quello che la moda chiama &#8220;web 2.0&#8243;, ma soprattutto dimostra che la macchina è fatta di testo: è scritta. A partire dalla superficie blu e sottolineata che attiva il grado zero dell&#8217;ipertestualità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai è un classico, e con pieno merito. <p><a href="http://infolet.it/2009/03/18/il-testo-digitale-e-diverso/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p> In quattro minuti e trentatre secondi, <a href="http://ksuanth.weebly.com/wesch.html" title="Il sito web di Michael Wesch">Michael Wesch</a> non spiega soltanto le potenzialità sociali di quello che la moda chiama &#8220;web 2.0&#8243;, ma soprattutto dimostra che la macchina è fatta di testo: <em>è scritta</em>. A partire dalla superficie blu e sottolineata che attiva il grado zero dell&#8217;ipertestualità e dell&#8217;interattività, per arrivare alle profondità del codice (HTML, XHTML, XML che sia), e a prescindere dalla sua crescente multimedialità, il Web poggia le fondamenta della sua evoluzione, del suo funzionamento, del suo successo su una serie di caratteri alfanumerici che modellano pagine, relazioni e senso.</p>
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