Archivio Categoria: Tesi

Vivere Virtuale: seminario a Tor Vergata

Il 5 maggio 2011 si svolgerà nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata il seminario Vivere virtuale: le individualità nella rete tra riaffermazione e perdita. L’incontro è stato pensato come momento di scambio e dialogo fra gli studenti laureandi del corso di laurea in Scienze della comunicazione e un gruppo di ricercatori seniores interni ed esterni a Tor Vergata. I primi risultati raccolti dagli studenti nelle loro tesi triennali offrono un quadro complesso e a volte contraddittorio della mutevole realtà delle forme aggregative in Rete e dei modelli proposti. Dopo una breve presentazione di questi lavori si svolgerà una discussione con gli altri partecipanti sulle forme di organizzazione sociale del Web, sui loro effetti e implicazioni culturali.

Programma (inizio ore 10, Aula Moscati)

Saluto del preside Rino Caputo.

Introduce:  Fabio Ciotti

Presentazioni

Fabrizio Manzetti, Lo spazio politico nella Rete e le forme di organizzazione del Web 2.0
Gabriele Uliana, La tv sul web: contenuto o ambiente?
Alessandro Mancini, Avatar, spazi interazionali e realtà virtuali
Daniele Sanna, Il “qualcunismo” mediatico

Conclusioni:  Daniele Silvi
Intervengono:  Domenico Fiormonte (Università degli studi di Roma Tre), Emiliano degl’Innocenti (Università degli studi di Firenze)

Caro Serge,

vista la tua fiducia, ho già passato le correzioni a Perilli, comunque ti allego la bozza di tutta la miscellanea, all’interno della quale trovi il tuo saggio. I cambiamenti sono visibili in modalità revisione di Word. Se c’è qualcosa sui chi dissenti fortemente segnalamelo e vedrò di riacciuffare Perilli al volo, ma non te lo prometto al 100%!

Grazie comunque per avermi scritto, e a presto

Domenico

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La formazione linguistica e letteraria e le nuove tecnologie: stato dell’arte e prospettive

Nome: Benedetto Ferrante

Relatore: Domenico Fiormonte

Correlatore: Raul Mordenti

A.A.: 2002/2003

Negli ultimi decenni, le tecnologie hanno inciso in modo determinante sulla produzione, sull’occupazione, sui mercati finanziari ed economici, sul modo di fare ricerca, ma anche sulla comunicazione del sapere e sull’acquisizione delle conoscenze e quindi sulle offerte formative della società. In questo nuovo scenario, ci si è proposti di esplorare l’incontro tra due mondi in apparenza lontani, da una parte le scienze umane e il loro insegnamento, dall’altra le nuove tecnologie. Si è mostrato come l’introduzione delle nuove tecnologie, ha significato senz’altro per l’umanista, un modo per alleviare le fatiche ed evitare le operazioni più noiose nel trattamento dell’informazione, ma soprattutto ha rappresentato un cambiamento profondo dal punto di vista epistemologico. L’inevitabile operazione di memorizzazione dei dati da elaborare, su supporto informatico, lo sta costringendo ad uniformarsi alla logica algoritmica e ad operare una trascrizione elettronica, che deve garantire il più possibile la conservazione dell’informazione originaria e la trasportabilità dei dati memorizzati.

Relativamente alla didattica della lingua e civiltà italiana (ma questo vale anche per le altre discipline) è emerso che, l’introduzione delle tecnologie informatiche potrà risultare positiva solo se queste non verranno subite, ma favoriranno un ripensamento generale dei contenuti e dei modi della formazione.

Per quanto riguarda l’insegnamento a distanza, che con le nuove tecnologie ha avuto un fortissimo incremento, il principio innovativo, non sta tanto nel trasferirvi le modalità dell’insegnamento in presenza, ricreando le dinamiche di una classe reale, quanto nella possibilità di dar vita ad un apprendimento collaborativo. Questo è un aspetto cruciale, si tratta di esaltare i momenti di interazione dello studente con i docenti, con i tutor, ma anche con gli altri studenti, cercando di favorire lo sviluppo delle cosiddette comunità virtuali.

La tesi in sostanza evidenzia che, se le nuove tecnologie vengono impiegate in modo appropriato dall’umanista e dal docente di lettere (ma anche da qualsiasi altro fruitore), esse ne migliorano la qualità del lavoro. Ma evidenzia altresì che la tecnologia non è neutrale, essa infatti impone un atteggiamento mentale, un modo di pensare ad essa e alle attività per le quali è destinata, che modificano gli schemi mentali preesistenti di chi la usa e ha di conseguenza anche una ricaduta sulla società tutta. La conclusione è che, in ogni caso non possiamo permetterci di stare a guardare e rifiutarla a priori, per ragioni etiche o comunque di principio, dobbiamo invece cercare di volgerla in opportunità utili cercando di dominarne gli effetti indesiderati.

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Proposta di lettura critica informatizzata: The Revenger’s Tragedy e le statistiche del testo

Nome: Giuseppina Zannoni

Relatore: Daniela Guardamagna

Correlatore: Daniela Zizzari

Anno accademico: 2002/2003

La tesi si propone come punto di fusione tra due discipline: l’informatica umanistica e la critica tradizionale. Con questo lavoro è stata analizzata un’opera della letteratura teatrale inglese, The Revenger’s Tragedy scritta probabilmente da Cyril Tourneur tra il 1606-7, grazie all’ausilio dei supporti informatici, cercando di capirne lo ‘specifico’ grazie a dati oggettivi ottenuti attraverso il computer. Lo strumento utilizzato è un pacchetto per l’analisi testuale T.A.C.T. ( Textual Analysis Computing Tools ) attraverso il quale è stato possibile ottenere liste di frequenza di tutte le parole utilizzate nel testo che ci hanno permesso, a loro volta, di costruire tabelle per aree semantiche da commentare grazie anche alle contestualizzazioni.

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Proposta di lettura critica informatizzata della Duchess of Malfi di John Webster

Nome: Chiara Cavola

Relatore: Prof.ssa Daniela Guardamagna

Correlatore: Prof.ssa Daniela Zizzari

A.A.: 2002/2003

Votazione conseguita: 110/110

La tesi nasce dalla fusione di due discipline, solitamente non affini, come la letterature inglese e l’informatica umanistica.

La Duchess of Malfi di John Webster a nostro avviso sembrava un testo molto ricco in immagini e termini ricorrenti, di lì la decisione di analizzarla con un programma di analisi testuale proprio per confermare ed eventualmente smentire quello che la sola lettura dell’opera ci aveva suggerito.

Grazie alla lista di frequenze del testo ed alla successiva trasformazione dei termini affini ad una specifica tematica, in tabelle e grafici, siamo stati in grado di proporre una nostra ‘lettura’ dell’opera che sorprendentemente si allineava alle opinioni di studiosi che in ogni epoca hanno affrontato l’opera websteriana.

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Esperimento di un’edizione diplomatico-interpretativa computerizzata dei Ricordi di Francesco Guicciardini

Autore: Simona Casciano

Relatore: Raul Mordenti

Correlatore: Sergio Raffaelli

Anno Accademico: 2001/2002

Università: “Tor Vergata” (RM)

I Ricordi di Francesco Guicciardini sono stati al centro di un importante dibattito critico filologico nella prima metà del ’900. Egli scrisse quattro differenti versioni dal 1512 al 1530, ma una di queste è andata perduta. Secondo Michele Barbi, il maggior esperto dei Ricordi, dopo la morte di Guicciardini, il nipote Piero prese dall’Archivio di casa uno dei manoscritti per stamparlo: questa versione, il cui manoscritto è andato perduto, è alla base delle edizioni a stampa del ’500 e del ’600. Michele Barbi e Raffaele Spongano hanno ricostruito congetturalmente questa versione confrontando i testi a stampa con le tre versioni manoscritte conservate nell’Archivio di casa Guicciardini.

Dunque considerando la loro vicenda redazionale, è possibile creare un’edizione elettronica utilizzando il linguaggio di markup XML (eXtensible Markup Language). Attraverso questa edizione il lettore potrebbe sia studiare contemporaneamente le quattro differenti versioni, sia effettuare ricerche linguistiche, produrre indici di concordanze, confrontare direttamente il testo con le congetture critiche che lo riguardano, etc. L’edizione elettronica permetterebbe uno studio “a più prospettive” dell’opera .

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Leopardi satirico: linea evolutiva dalla Batracomiomachia ai Paralipomeni

Nome: Daniele Silvi

Relatore: Raul Mordenti

Correlatore: Gennaro Savarese

A.A.: 2001/2002

Note: la tesi ha ricevuto una segnalazione speciale alla IX edizione del “Premio Giacomo Leopardi” conferita dal CNSL (Centro Nazionale Studi Leopardiani), per meriti di applicazione dell’informatica

Questa ricerca si propone di applicare l’analisi testuale ad alcune opere (le traduzioni della Batracomiomachia) di un autore molto praticato come Giacomo Leopardi. Il motivo della nostra scelta sta nella considerazione che l’Autore ha tradotto per ben tre volte questo testo. In seconda istanza questo lavoro giovanile a noi pare collegarsi precisamente con l’ultima fase poetica di Giacomo Leopardi, quella dei Paralipomeni della Batracomiomachia. L’intento finale dunque è ricostruire questa linea evolutiva dal primo all’ultimo Leopardi, dalla Batracomiomachia ai Paralipomeni e cercare di capire se la “nuova poetica leopardiana” non fosse in realtà già nell’animo e nella mente del giovane ragazzo di Recanati. Lo strumento di questa nostra ricerca è  il computer ed un software di provata validità: T.A.C.T. Ci sarà una panoramica dedicata agli strumenti di elaborazione informatica delle basi testuali, mediante la quale proporremo un’edizione critica delle traduzioni oggetto di questa tesi.

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L’ipertesto: definizioni e storia

Autore: Fabio Orfei

Relatore: Giuseppe Gigliozzi

Correlatore: Raul Mordenti

Anno Accademico: 1999/2000

Università: “Tor Vergata” (RM)

L’ipertesto si propone come nuovo esponente della cultura scritta in alternativa alle forme visuali di rappresentazione, come televisione e videogiochi, simbolo della nuova “cultura popolare”. Tuttavia la cosiddetta “rivoluzione digitale” (forse d’importanza maggiore rispetto a quella gutemberghiana) si scontra, da sempre, con la diffidenza degli umanisti. Questa sfiducia ricorda quella di Socrate che, citato nel Fedro da Platone, diceva di essere contrario alla scrittura perché la considerava una versione snaturata, impersonale e anonima del discorso orale.

L’ipertesto è può essere considerato l’erede naturale del libro, così come quest’ultimo rappresentò l’evoluzione della catena papiro-codice. Per questo il saggio si sofferma anzitutto sulla la teoria dell’ipertesto, dalle origini (Barthes, Derrida, Foucault) fino ad oggi (Nelson, Bolter, Landow); considera poi analiticamente le prime realizzazioni scientifiche (Bush, Engelbart) e soprattutto le applicazioni letterarie dell’ipertesto (Pascal, Saporta, Cortázar) fino alle produzioni più recenti (Joyce, García).

Leggi l’abstract

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