Decolonizing digital representation?

We’re more than half way with our workshop “The Scholarly Digital Edition and the Humanities. Theoretical approaches and alternative tools”, and we’ve already learned many things about alternative ways of thinking about (and working with) digital texts and digital editions. As the (deliberately provocative) title of this post suggests, all three presentations, in different degrees and from different approaches, focused on how mainstream DH methodologies and tools sometimes tend to obscure formulations of the concept of digital text/edition that are “more global in scope, both geographically / spatially and historically / temporally” (Mustafa 2014), and of course “culturally”. We’ll soon put online all workshop presentations: meanwhile you can have a look at the material prepared by Domenico Fiormonte, Paolo Monella (who spoke about Unicode) and Desmond Schmidt (who spoke about TEI, Ecdosis and Multi-Version Document). You can also follow us on #digital_schol.

Un Commento su “Decolonizing digital representation?”

  1. Fabiola F.

    Care umaniste e cari umanisti digitali,
    l’unico commento che ora sento di lasciare riguardo all’esperienza di questi giorni è un sentito “grazie”. A tutti e tutte, ricercatrici, studenti e docenti.
    Per me è stato davvero importante condividere con voi i miei dubbi e le mie lacune tecniche in materia di informatica umanistica. E ritengo non meno importante la condivisione dell’aspetto ideologico di questa disciplina.

    Insomma, anche se credo di non aver partecipato come avrei voluto (e di non aver “sfruttato” – chi tradurrà per Desmond questa parola, le tolga l’aspetto negativo! – le conoscenze di Desmond Schmidt e Paolo Monella a dovere), sono felice di aver trovato spunti, idee e suggestioni per il mio progetto di tesi e per un altro che spero arriverà in futuro.

    Grazie, poi, per il bellissimo ricordo che avrò di voi come persone e non solo come “scholars”.

    A prestissimo, spero!
    Fabiola