L’allenza necessaria fra Digital Humanities e Scienze sociali

  L'università di Losanna e la vicina Ecole Polytechnique Fédérale (EPFL) ospiteranno nel 2014 l'annuale conferenza Digital Humanities. In attesa di questo evento, le DH losannesi affilano le armi, mettendo in campo una serie di iniziative, fra cui la creazione di un Laboratoire de Cultures et Humanités Digitales nella Facoltà di Scienze Sociali e Politiche. In occasione della presentazione del progetto sono stato invitato a tenere una breve relazione (qui la versione italiana definitiva) sui rapporti fra scienze sociali e digital humanities. La creazione di questo tipo di centri - che fra l'altro porterà alla possibilità di creare titoli di dottorato in Humanités Digitales - è una novità importante, per varie ragioni. La prima è che i colleghi svizzeri (non senza difficoltà, ovviamente) sono riusciti a rompere un tenace tabù  accademico: mettere insieme social scientists e umanisti. Il corollario sostanziale di questa scelta è che per la prima volta si prende atto che la frammentazione "storica" fra discipline sta franando sotto la spinta della "cultura digitale" (o come la vogliamo chiamare). Se gli strumenti e le metodologie di produzione, diffusione e accesso alla conoscenza convergono e si uniformano, che cosa rimarrà dell'università così come l'abbiamo conosciuta? E non sarà che il calo di 58.000 iscritti all'università italiana di cui si parla in questi giorni abbia a che vedere anche con questo tsunami culturale? Nel mio intervento fra l'altro scrivo:

(...) in attesa di ritornare in possesso di strumenti adeguati, il rapporto fra ricerca e insegnamento (basato sul modello “accumulo progressivo” e “rilascio controllato”) è saltato. Il cambiamento delle relazioni e dei ruoli insegnante-allievo è destabilizzante perché la verificabilità del nostro sapere è potenzialmente immediata. E il fenomeno non riguarda solo gli individui, ma intere nazioni. Scomparendo via via le “centrali certificate” del sapere (prestigiosi intellettuali in prestigiose istituzioni che scrivono su prestigiose riviste), siamo alla ricerca di nuovi metodi con cui saldare una ricerca e una didattica che sono divenute improvvisamente indifferenti o improponibili all'intera società.

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