Archivi di dicembre 2009

Dietro la quinta

All’inizio del 2009 il Web ha pronunciato le prime parole della sua quinta lingua. Nonostante HTML5 sia ancora lontano dal diventare una raccomandazione del W3C, l’applicabilità immediata sui browser di ultima generazione e il fascino esercitato sui web designer grazie a nuovi tag strutturali come header, article, nav, footer ne stanno diffondendo un’adozione crescente.
Struttura di pagina web in HTML5Se si considera l’interruzione definitiva dello sviluppo di XHTML2 da parte dello stesso W3C, HTML5 si presenta attualmente come l’unico candidato a rappresentare il futuro dei linguaggi di marcatura ipertestuale. Non senza polemiche e recriminazioni, però, visto che dietro al markup si nascondono non soltanto versioni differenti dello sviluppo dei linguaggi della Rete ma anche e soprattutto posizioni di mercato contrastanti che ho cercato di riassumere in un articolo recente che prefigura una nuova guerra dei browser.

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Rete Italiana per la Cultura Umanistica Digitale

La mattina del 17 dicembre si svolgerà a Firenze, presso la Fondazione Rinascimento Digitale, un incontro dedicato alla creazione di una “Rete italiana per la cultura umanistica digitale”. Da molti anni la comunità italiana dell’informatica umanistica si interroga sulla possibilità di fondare un’associazione nazionale e l’incontro fiorentino potrebbe costituire una buona occasione.  La riunione nasce a latere del convegno “Cultural Heritage online “ ed è organizzata da  Anna Maria Tammaro. Sul programma si legge: “La rete italiana per la cultura umanistica digitale si pone lo scopo di promuovere in Italia la cooperazione per la ricerca e la didattica in ambito digitale e di fornire un supporto organizzativo attraverso cui le comunità coinvolte possano essere rappresentate in tutti i progetti e le attività di interesse europeo”. Dopo un intervento della stessa Tammaro e un’introduzione di Andrea Bozzi, sono previste due ore circa di “discussione aperta” coordinata da Paolo Chiesa.

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Lectio Maxistralis

Nessuno credo, in questi ultimi venti anni, ha innovato il linguaggio della comunicazione visuale più di lui. Fra i primi a usare il computer per comporre, scomporre e soprattutto decomporre immagini, fotografie, testi. Artista “multimediale” per eccellenza, molto prima che la convergenza digitale ne dispiegasse tutta la potenza espressiva. Sto parlando di Massimo Bucchi, disegnatore e giornalista di Repubblica dalla sua fondazione, ovvero dal 1976. Odiato da D’Alema, denunciato dal Vaticano, incensato da Umberto Eco, amato tanto dal popolo che dagli intellettuali. Ha accettato di tornare a fare una lezione a Roma Tre.  Bucchi 2004

Bucchi verrà a parlarci di satira, ma soprattutto di giornalismo. Della storia di Repubblica, di come è oggi e di com’era ieri, e delle sfide del giornale online, di cui ha disegnato le prime pagine negli anni Novanta. Da qualche tempo è presente su Repubblica.it con un travolgente blog.

E dunque…

“LECTIO MAXISTRALIS”

Gli strali di Massimo Bucchi. L’innovazione del linguaggio della satira fra vecchi e nuovi media.

Lunedì 14 dicembre 2009 – Ore 13.30-16.

Università Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula informatica edificio B.

Organizza: Domenico Fiormonte (fiormont[chiocciola]uniroma3.it). Corso di Laurea magistrale in Informazione, editoria e giornalismo.

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